Parliamo del Press Tour dei Monti Dauni
di Antonella Catenazzo
Parliamo del Press Tour dei Monti Dauni, organizzato dal GAL Meridaunia. L’evento è ormai concluso e i partecipanti, dieci tra tour operator e giornalisti esperti del settore turistico ed enogastronomico, sono ormai tornati a casa da alcuni giorni, a divulgare, dai rispettivi spalti mediatici, le loro impressioni sulla piacevole gita.
Piacevole. Tante piacevoli impressioni: belli i paesaggi, buona la cucina, piacevole la scoperta di un mondo poco conosciuto. Parla di “luoghi ancora autentici” e di “prodotti tipici genuini” la blogger Silvia Badriotto, di un’ospitalità “fresca, ancora non manipolata dal business”.
Soddisfatti. Soddisfatti loro, soddisfatti noi. Gratificati dall’aver ricevuto così buone critiche tra le quali stona, giusto un po’, l’appunto espresso sul sistema dei collegamenti stradali, inadatti all’accoglienza turistica per chi non è automunito.
Ma è giusto. Soddisfatti loro, soddisfatti noi. Ora, però ripresici dall’orgia dei complimenti, non sarà il caso di meditare su cosa ha lasciato anche a noi quest’esperienza, su cosa ci potrebbe suggerire?
La scarsità di collegamenti, innanzitutto, certo, che cela però evidentemente un’altra questione. “La mancanza di sinergia tra i paesi dei Monti Dauni” mi dice Pasqualina Miscia, preparatissima guida turistica, scelta per accompagnare gli esperti alla scoperta di Deliceto. “Purtroppo qui manca una rete di collegamenti tra i vari paesi, anche a livello organizzativo: non c’è dialogo, e questo impedisce di potenziare un sistema di accoglienza più strutturato che permetta l’incremento dell’afflusso turistico”.
Certo, vero. E cos’altro hanno notato gli esperti? “Sono rimasti piacevolmente colpiti dall’aria di tranquillità che si respira, dai ritmi di vita che sembrano ancora quelli di una volta, dalle realtà genuine dei Monti Dauni; però hanno notato anche le piccole cose che andrebbero migliorate”.
Molto bene, parliamo di queste cose da migliorare, allora. “Il Borgo Antico è a rischio: possediamo una patrimonio architettonico meraviglioso. Si pensi, ad esempio, all’impianto architettonico del Rione Calabria: intrigante e sconosciuto, realizzato per volere di Carlo D’Angiò a scopi difensivi, è composto da un complicato sistema di stradine parallele, collegate tra di loro da scalinate a piani sfalsati che davano ai nemici l’impressione di avvicinarsi al castello, quando invece li conducevano verso il dirupo. Il Borgo Antico è pieno di meraviglie del genere, ancora poco conosciute, e che rischiano di rimanere tali, o di perdersi del tutto se una tempestiva opera di manutenzione non interviene ad impedire che cadano a pezzi”.
Un suggerimento prezioso, dunque. Certo, bello crogiolarsi nello splendore di un Castello che fa da punta di diamante per il turismo locale. Ma perché non puntare anche su bellezze meno note, come in effetti è stato intelligentemente scelto di fare, organizzando l’aperitivo di accoglienza per i partecipanti al Press Tour nel chiostro del Convento di S. Antonio? Elegante, suggestivo, con un’atmosfera raccolta e d’altri tempi. Un plauso alla dott.ssa Adriana Natale, del GAL Meridaunia, per la fantastica idea.
Questo è dunque l’insegnamento che lascia anche a noi questa visita: mantenere certo un’accoglienza “fresca e non manipolata dal business”, senza dimenticare, però che non è mai saggio cullarsi sugli allori, e che una buona offerta turistica richiede sempre impegno e professionalità costanti.