COMUNICATO STAMPA

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COMUNICATO STAMPA

TITOLO:  RICCARDO DE ANTONIS “A LUCE ARTIFICIALE

Fotografie di spettacoli di Pina Busch, Memè Perlini e  Magazzini criminali

A CURA DI: ENRICO PULSONI E PIERFRANCESCO GIANNANGELI

ORGANIZZAZIONE: Accademia di Belle Arti di Macerata, Società Filarmonica Drammatica di Macerata e Art Club Studio

LUOGO:  Società Filarmonica Drammatica di Macerata via Antonio Gramsci 30

DATA:  Giovedì 6 giugno alle ore 18.00

L’Accademia di Belle Arti di Macerata, la Società Filarmonica Drammatica di Macerata e l’Art Club Studio presentano il prossimo giovedì 6 giugno alle ore 18.00 la prima delle quattro mostre di fotografie di importanti spettacoli teatrali,  realizzate da Riccardo De Antonis  tra gli settanta e gli anni ottanta.

Pina Bausch, con due notissimi spettacoli Cafè Muller e 1980, Memè Perlini con Eliogabalo e Magazzini criminali con il loro Crollo nervoso sono i primi protagonisti di questa rassegna, che intende fare un punto sulle esperienze teatrali di allora e quanto resta di quella esperienza.

All’inaugurazione sarà  presente l’autore Riccardo De Antonis, che introdurrà con i curatori Enrico Pulsoni e Pierfrancesco Giannangeli  la mostra negli spazi espositivi della Società Filarmonico Drammatica di Macerata in via Antonio Gramsci 30, giovedì 6 giugno alle ore 18.00.

RICCARDO DE ANTONIS (1952). All’inizio degli anni Settanta prende ad occuparsi di fotografia professionale, collaborando nello studio con il padre Pasquale(un nome della fotografia del novecento). Nel 1977 gli viene affidato l’incarico della documentazione fotografica dei beni demoantropologici del Museo Nazionale delle Tradizioni Popolari. Tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta realizza alcuni reportage all’estero, in particolare in Nepal, Marocco, Turchia, Iran e Afghanistan. Tra gli anni settanta e gli ottanta ha documentato numerossimi spettacoli teatrali. In qualità di curatore dell’archivio del padre, ha organizzato numerose mostre e pubblicazioni su questi materiali, che si aggiungono alle pubblicazioni sul suo personale lavoro e a quelle fatte per progetti di varie mostre e ricerche , tra le più recenti per la città di Teramo, sulle fotografie astratte (testo di Diego Mormorio), Luce fisicità e spazio del teatro ed Titivillus,Riccardo De Antonis “Portrait” il formalismo della verità Monserrato arte roma,Dal 1996 è docente di fotografia presso l’Istituto “Quasar” di Roma per i corsi di Fotografia, Graphic Design, Multimedia e Hipergraphic.

 

NOTE SU PINA BAUSCH, MEME’ PERLINI E MAGAZZINI CRIMINALI

Philippine Bausch detta Pina (1940 –2009) è stata una coreografa e ballerina tedesca.

Tra le più importanti e note coreografe mondiali, la Bausch ha diretto dal 1973 il Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, con sede a Wuppertal, in Germania. Il suo nome è legato al termine Tanztheater (teatro-danza), adottato negli anni ’70 da alcuni coreografi tedeschi – tra cui la stessa Bausch – per indicare un preciso progetto artistico che intende differenziarsi dal balletto e dalla danza moderna, che include elementi recitativi, come l’uso del gesto teatrale e della parola, con precise finalità drammaturgiche. Nel  1973 fonda il Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, cambiando nome al già esistente corpo di ballo di Wuppertal. I suoi spettacoli riscuotono fin da principio un indiscusso successo, accumulando riconoscimenti in tutto il mondo. I primi lavori sono ispirati a capolavori artistici, letterari e teatrali, come ad esempio Le sacre du printemps del 1975. Con Café Müller (1978), uno dei suoi spettacoli più celebri, composto sulle musiche di Henry Purcell, si assiste ad una svolta decisiva nello stile e nei contenuti. Mentre le prime opere sono animate da una dura critica alla società consumistica e ai suoi valori, le opere più mature approfondiscono sia il contrasto uomo-società, sia la visione intima della coreografa e dei suoi danzatori, che sono chiamati direttamente ad esprimere le proprie personali interpretazioni dei sentimenti. Infatti essi non ricoprono solamente il ruolo di danzatori, ma anche quello di attori e di autori dell’opera. Un altro elemento di novità è costituito dall’interazione tra i danzatori e la molteplicità di materiali scenici di derivazione strettamente teatrale – come le sedie del Café Müller – che la Bausch inserisce nelle sue composizioni. Da citare anche il legame interpersonale che seppe sempre intracciare coi suoi allievi, basato su un rapporto di reciproco rispetto e di affetto mai gridato ma profondissimo. Lo si evince anche dall’intenso film-documentario Pina dedicatole da Wim Wenders nel 2011 e presentato al 61° Festival di Berlino.Riconoscimenti [modifica]La Biennale Teatro di Venezia, diretta da Franco Quadri, nel 1985 alla Fenice dedica una retrospettiva agli spettacoli di Pina Bausch e del suo Tanztheater.Tra i numerosi premi vinti dalla Bausch per la sua attività con il corpo di ballo del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch sono da ricordare: il Premio Ubu nel 1983 per il miglior spettacolo straniero; un secondo Premio Ubu assegnato nel 1990 e un terzo nel 1997. Nel 1999 le viene attribuito il Premio Europa per il Teatro e la laurea honoris causa in arti performative dall’Università di Bologna. Nel 2003, a Parigi, viene nominata Cavaliere dell’ordine nazionale della Legion d’onore, mentre nel 2006, a Londra, le viene conferito il Laurence Olivier Award e viene nominata direttrice onoraria dell’Accademia Nazionale di Danza di Roma

I Magazzini Criminali furono una compagnia teatrale di Firenze della postavanguardia italiana. Il gruppo cambiò nome tre volte: Prima Il Carrozzone (1972), poi Magazzini Criminali e in seguito semplicemente I Magazzini. Oggi parte del gruppo lavora con la Compagnia Lombardi-Tiezzi.

Il Carrozzone  Il nucleo artistico originario era formato da Federico Tiezzi (regista), Marion d’Amburgo (attrice) e Sandro Lombardi (attore), che furono il perno per le varie reincarnazioni della compagnia. La compagnia in questo periodo fu premiata per due anni consecutivi (1978, 1979), come miglior gruppo di teatro sperimentale con il Premio Ubu.Magazzini Criminali  Il loro primo spettacolo come Magazzini Criminali dal titolo Crollo Nervoso gli diede subito un lungo tour europeo, portandoli al conseguimento di un Premio Ubu come miglior scenografia.

Tra il 17 ed il 20 luglio 1981 si svolge a Bologna il festival ELECTRA1 – Festival per i fantasmi del futuro, al quale partecipano con un concerto assieme a musicisti come Bauhaus, DNA, Brian Eno, Peter Gordon, i Chrome, The Lounge Lizards, i N.O.I.A., i Gaznevada, i Band-Aid ed i Rats[1].Nel 1984 gli fu assegnato il Premio Ubu come miglior spettacolo dell’ anno per Genet a Tangeri

Amelio “Memè” Perlini (1947) è un attore, regista, sceneggiatore, drammaturgo e scenografo italiano, attivo in cinema, teatro e televisione.Nato in una famiglia di girovaghi proprietari di giostre da luna park che battevano la Bassa padana (origini che si rifletteranno sulla sua formazione artistica), sostenitore del surrealismo e dell’arte concettuale, è considerato fra gli esponenti più rappresentativi dell’avanguardia teatrale italiana di scuola romana]Come appassionato di pittura ha avuto, in ambito teatrale, esperienze di scenografia. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti iniziando a Roma l’attività professionale proprio come illustratore e, poi, scenografo al Teatro dei Folli.Amico ed allievo di Lindsay Kemp, attore debuttante in teatro con Giancarlo Nanni, è stato poi co-fondatore nel 1973 del Teatro La Maschera. La sua prima regia teatrale ha riguardato la pièce Pirandello chi?. Tra gli altri suoi lavori figura anche La lupa (adattamento teatrale dalla novella di Giovanni Verga, rappresentato nel 1992).

 

 

 

 

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