Paura di vivere peggio
di Giuseppe Antonaccio
Parecchi giovani mi hanno chiesto come si fa a vivere così a lungo sostenendo che si stava meglio prima. La prima risposta che ho dato è che per vivere a lungo non ci sono ricette, ma ho dato un consiglio, guardando la mia esperienza: durante la mia giovane età non c’erano le possibilità di potersi divertire come succede attualmente, però ho notato che quelle poche volte che mi è capitato di superare i limiti non ho avuto nessun beneficio; spesso ho rinunciato a certe provocazioni, come bere troppo, fumare, mangiare a sbafo; capisco che attualmente di possibilità ce ne sono tante e molto diverse, come cocaina, marijuana, ecc… non ne sentivamo mai parlare, perciò faccio appello al vostro buon senso, non abusate troppo del benessere che vi circonda perché il buon livello di cultura vi rende coscienti dei pericoli che si possono incontrare, soprattutto quello di rovinare la salute, la prima cosa che vi consiglio è evitare fumo, alcool e droghe.
Spesso sento dire che si stava meglio prima: questo è assolutamente falso. A questo punto voglio descrivervi in breve un panorama non raccontato ma vissuto nei primi decenni del secolo scorso, senza contare i periodi delle guerre che peggioravano le già precarie condizioni di vita della popolazione che vivevano gran parte in “monovano”, a contatto con animali domestici, dalle galline ai conigli, agli asini, ai muli e cavalli; il riscaldamento era scarso, pensate che coloro che non avevano nemmeno un asino andavano a raccogliere la legna nei boschi comunali per trasportarla per vari km sulle spalle, arrivando a casa stremati; le malattie erano di casa: si moriva con bronchite e polmonite; i bambini erano vittime di vaiolo e altre malattie infettive, la tubercolosi era incurabile, l’assistenza medica era a pagamento e a Deliceto c’erano tre farmacie, ma non c’erano medicinali per combattere le malattie. La vita media era di circa 40 anni, ora la vita media è raddoppiata: come si fa a dire che si stava meglio prima? Voglio ricordare a tutti quelli che da 60 anni si sentono vecchi che ora vecchi non si deve dire, ricordo che anteguerra 1940-45 non ho mai sentito parlare di centenari, dal dopoguerra ne ho conosciuti sette e, addirittura, una certa Tarallo Saveria ne aveva 105; ora ne abbiamo una in vita, la sig. Palermo Teresa che a gennaio 2009 ha compiuto 101 anni. Questa è la realtà: si vive a lungo perché si vive meglio!
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