Comunicato Stampa
La terribile odissea di un ufficiale italiano nei lager nazisti
“Ricordi di guerra” (conflitto e morale nelle riflessioni di un intellettuale) questo è il titolo del libro che sarà presentato sabato 31 marzo 2012, con inizio alle ore 10,30, presso la Sala “Rosa del Vento” della Fondazione Banca del Monte di Foggia. La manifestazione è organizzata dalla Pro Loco di Deliceto, con il patrocinio del Comune di Deliceto e della Fondazione Banca del Monte di Foggia. Il programma prevede dopo i saluti del Presidente della Fondazione Banca del Monte, avv. Francesco Andretta; del Sindaco del comune di Deliceto, dott. Antonio Montanino e del Presidente della Pro Loco di Deliceto, rag. Benvenuto Baldassarro; gli interventi della prof.ssa Cinzia Santoro, del prof. Luigi Paglia e del prof. Nicola Palombaro. Modera la manifestazione il giornalista Michele Campanaro.
Profilo biografico
Alessandro Santoro nasce a Deliceto, quarto di cinque figli, da una famiglia agiata. Ma il padre Pasquale e la madre Carmela Suriano morirono prematuramente, quando egli era ancora bambino. Cresciuto a Roccaraso (L’Aquila), con la sorella Imperatrice e con il cognato Stanislao, conseguì la sua formazione scolastica e culturale nelle più prestigiose Scuole e Università di Napoli e Roma. Vincitore, molto giovane, di vari Concorsi a Cattedra, iniziò una brillante carriera che lo portò ad insegnare prima le materie letterarie, il latino, la pedagogia, l’economia politica, poi definitivamente la filosofia e la storia presso molteplici, importanti Licei, da Foggia a Lucera, a Chieti, da Roma a Pescara, nonché ad avere il Corso di Storia dell’educazione fisica presso la sede di Chieti, Sezione dell’Istituto Universitario dell’Educazione Fisica de l’Aquila. Inserito nella graduatoria di merito del Concorso a Preside nei Licei, la morte lo colse prematuramente nel 1972 senza mai dimenticare la sua terra di origine. Egli, in realtà, non fu solo un sensibilissimo educatore e formatore di coscienze, come ancora oggi, con profonda commozione, i suoi discenti, amici, colleghi e collaboratori lo ricordano; fu anche un grande pensatore ed un profondo conoscitore della storia e del pensiero filosofico europeo, un acuto critico letterario ed in apprezzato latinista. Per la profondità delle riflessioni, possono essere ricordati i suoi studi su Bergson, Mickiewicz, Maturi, Dewey, oltre a numerosi interventi su riviste e giornali, ai quali prestava il suo intelletto e le sue competenze di critico, a volte anche particolarmente pungente. “I suoi, per dirla in breve, erano i caratteri dell’intellettuale a tutto tondo”,
E, nella scuola, come nella vita, diede sempre prova del suo senso di abnegazione e del suo coraggio, fortemente legato a quegli ideali che gli fecero sopportare la feroce persecuzione da parte dell’Ovra e la terribile odissea, quale allora ufficiale, dei campi di concentramento nazisti in Polonia, Germania e Russia.. Le riflessioni che egli stesso, attraverso un diario e alcuni saggi pubblicati anche dopo la sua scomparsa, maturò durante la lunga e dolorosissima prigionia e negli anni successivi al suo rientro in patria, attengono al concetto universale e indispensabile di pace e anche di perdono, all’abbattimento di ogni forma di violenza e sopruso, alla necessaria cooperazione tra gli Stati, alla ricerca di un equilibrio che possa garantire all’uomo giustizia sociale, libertà, democrazia, per mantenere viva e grande l’Umanità, lontana dagli orrori, le brutalità, le devastazioni propri di ogni guerra. Il suo testamento morale, dunque, fu amore per la famiglia, in modo particolare per la amatissima moglie, donna Anna Alio e per la figlia che lo hanno assistito fino agli ultimi momenti della sua vita terrena; per il prossimo, ma anche per una forte rettitudine morale e intellettuale e per la cultura: testamento che il 2 Dicembre 1972, con un sorriso, consegnò alla sua adorata figlia Carmen Cinzia, prima di spirare fra le sue braccia.
Nel 2008 i “suoi ragazzi del 58” (ex alunni) del prestigioso Liceo Scientifico “Galileo Galilei” di Pescara gli hanno voluto dedicare, con una cerimonia presieduta dal preside in carica, alla presenza di autorità del mondo culturale, una targa alla memoria, come “segno perenne per le future generazioni” Il 27 Gennaio c.a. ai sensi della Legge 27 Dicembre 2006, n.296, Gli è stata conferita la Medaglia d’Onore (alla memoria) dal Presidente della Repubblica, quale atto riconoscimento morale al valore e alla dignità di quei cittadini italiani, militari e civili, deportati e internati nei lager nazisti, tra l’8 settembre 1943 fino alla liberazione nel 1945; medaglia consegnata alla figlia Carmen Cinzia.