UNA SCONFITTA “STRANA” S. AGATA – U.S. ELCE 3-2

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Una sconfitta “strana” G.S. S. Agata – U.S. Elce 3 -2 L’U.S. Elce esce dal campo di S. Agata con un’immeritata sconfitta dovuta anche e soprattutto ad episodi che hanno condizionato la gara e ad un clima ostile che da nessun’altra parte i ragazzi arancioni hanno trovato. Quello che emerge maggiormente da questa gara non è l’aspetto calcistico ed agonistico (che in ogni caso è sempre in primo piano tra gare in cui ci confrontano giovani ragazzi a cui è “permesso” sbagliare e commettere errori “di gioventù”) ma il modo di affrontare lo sport e in particolar modo il calcio. La tensione in campo e i “confronti” anche duri tra due atleti è la minestra quotidiana di chi pratica calcio dilettantistico, ma vedere dirigenti, allenatori di circa 50 anni diventar più immaturi dei ragazzi in campo davvero è uno spettacolo indecoroso ovunque avvenga, per non parlare neanche quando persone che “dovrebbero educare attraverso lo sport” sono protagonisti di aggressioni reali nei confronti di giovani ragazzi. Con questa premessa non si vuole minimizzare quando venuto in campo o allontanare colpe magari reciproche, ma vedere guardalinee di 50 anni aggredire con la propria bandierina ragazzi che potrebbero essergli figli, o allenatori gioire con atleti che si sono macchiati di aggressioni in campo invece di rimproverarli ed educarli ad un “corretto” confronto sportivo è davvero deplorevole. Ma passiamo alla gara. Pronti via e il S. Agata passa in vantaggio, su punizione la squadra locale passa con un tiro lento che però rimbalza davanti al giovane portiere Russo. L’Elce non si scoraggia e prova a reagire, ma rimane in dieci perchè l’arbitro (forse uno dei pochi all’altezza della situazione nonostante questo unico errore) valuta uno scontro fortuito tra il giovane Cappiello Giuseppe e un centrocampista, come un volontario intervento senza palla e decide di mandare il giocatore arancione anzitempo sotto la doccia. L’Elce non demorde e dopo alcune buone iniziative, su tutte un tiro dalla distanza di D’Emilio Michele che il portiere è bravo a deviare in angolo, trova il pareggio su calcio di rigore netto per fallo di mano, trasformato da Lamatrice Antonio. La gara è apertissima ma è ancora il S. Agata a passare in vantaggio con un colpo di testa sottomisura dell’attaccante. Prima della fine della prima frazione c’è però tempo del nuovo pareggio dell’Elce che, anche se in dieci, da filo da torcere agli avversari, cross da calcio d’angolo di Lamatrice e il Capitano realizza un autorete. Il primo tempo finisce così. Nel secondo tempo, il G.S. S. Agata dopo aver colpito un palo con una buona azione di ripartenza, non riesce a scardinare la difesa arancione e anzi l’Elce a rendersi pericolosa soprattutto sui calci da fermo ma non riesce a concretizzare sotto porta. Il G.S. S. Agata riesce nonostante tutto a passare in vantaggio con un tiro non irresistibile dal limite. Dopo alcuni minuti la partita si incattivisce e scaturisce una piccola baruffa con protagonisti il subentrato Luigi Di Francesco e il n. 9 avversario, che tra l’altro aveva minacciato tutta la gara i difensori avversari. Una zuffa come tante, che sarebbe rimasta tale se dirigenti e allenatore di casa non fossero diventati protagonisti della stessa , infatti mentre l’allenatore dell’Elce e la dirigenza cercano di sedare quanto sta nascendo, indipendentemente dalla colpa, l’allenatore locale entra in campo sbraitando e urlando e il guardalinee, dirigente della società, utilizza la propria bandierina per colpire Di Francesco Luigi. Davvero una scena tragicomica, che dimostra come ancora una volta la colpa di quanto accade in campo non sia dei giocatori ma di dirigenti che usano il calcio come sfogo personale e non come crescita e aggregazione sociale attraverso lo sport. Dopo alcuni minuti la situazione si calma e la partita termina con sterili iniziative dell’Elce alla ricerca del goal. A fine partita, dopo quanto accaduto, nulla sembra essere successo, l’allenatore locale festeggia la vittoria con i propri atleti (quando dovrebbe invece rimproverarli per quanto accaduto, come ha fatto l’allenatore Ippolito), il guardalinee sparisce improvvisamente e uno strano individuo campeggia gli spogliatoi e soprattutto quello del direttore di gara senza che lo stesso si autorizzato a parlare o stare all’interno della zona riservata alle due società. La gara termina così con la sconfitta degli arancioni, ma se per vincere bisogna scendere a questi livelli siamo ben lieti di far un passo indietro nei confronti degli avversari che pur di ottenere un risultato calcistico scavalcano regole e i principi fondamentali su cui dovrebbe basarsi lo sport dilettantistico. U.S. ELCE DELICETO 1. Russo Mario 2. Conte Alfonso 3. Rogato Marco 4. Cappiello Giuseppe 5. Capano Pasquale 6. Del Tito Antonio (capitano) 7. Morra Luigi 8. Petrella Luigi 9. D’Emilio Michele 10. Lamatrice Antonio 11. Grasso Giuseppe 12. 13. Tosi Franco 14. Di Francesco Luigi 15. Tocco Gennaro 16. Palumbo Vincenzo 17. Racioppo Armando Allenatore: Ippolito Gerardo Dirigenti: Lamatrice Alfonso – Racioppo Domenico – Capano Carmelino Collaboratore: Balzano Alfonso

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