UN PRESEPE COI…FIOCCHI

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PRESEPI AL CASTELLO: UN …“ARRANGIAMENTO” COI FIOCCHI!A cura di Antonella Catenazzo 

Il sottotitolo di quest’articolo potrebbe essere: “Quando un allestimento di fortuna si rivela la scelta vincente”. Perché così è stato.Come gli affezionati alle delicetane vicende sapranno, il Convento di S. Maria della Consolazione è sulla via del restauro. E così la maestosa facciata, coperta di impalcature, nasconde da un po’ di tempo il viso.Col Natale alle porte, il problema che veniva conseguentemente a porsi non aveva, ahimè, un carattere esclusivamente estetico. Si sa, ormai dagli albori della manifestazione, il Presepe Vivente si fa alla Consolazione. È un rito. Una certezza immutabile.Ma si poteva far passare i visitatori in mezzo a teloni e calcinacci? L’affluenza di gente rischiava di rendere l’evento un potenziale pericolo.E quindi, il colpo di genio.C’è un monumento a Deliceto. Una storica architettura che è simbolo del paese ma che tutti ormai danno per scontato o hanno quasi dimenticato.A lungo chiuso per recuperare l’antico splendore, tornato alla ribalta grazie alla Rievocazione Storica di quest’anno, ha riaperto le porte il Castello Normanno.Chi non sognava da tempo di visitarlo? Due piccioni con una fava.In occasione del Natale, il Castello è tornato visitabile. Ed ha riaperto tutte le sue porte. Tutte. Anche quelle di stanze finora chiuse al pubblico come le antiche prigioni o la stanza che originariamente conteneva lo strumento di tortura denominato “mulino a rasoio”.Si è trattato, come si diceva all’inizio dell’articolo, di un allestimento di fortuna, che comunque, di riflesso, portava visibilità a un altro meraviglioso luogo del paese.Ma l’idea ha avuto un successo imprevedibile.Nonostante i copiosi, seppure improvvisi, scrosci di pioggia di sabato pomeriggio, la fila di visitatori in attesa di entrare nel Castello si snodava massiccia lungo la rampa di accesso.E all’interno una doppia magia.Quest’anno gli organizzatori hanno davvero superato se stessi.La cornice scelta era quella del Settecento, epoca in cui visse Sant’Alfonso. E in quest’ottica, al Settecento appartenevano le scene dei piani superiori: la fastosa scena della cena nobiliare, con Sant’Alfonso ospite alla tavola dei Marchesi Miroballo, dame e damerini a spasso per il salone in abiti sbuffanti e parrucche incipriate; la scena del maestro, visione del settecentesco giovane istitutore di campagna che insegna ai fanciulli scolaretti.Al piano di sotto, nelle scuderie, messinscena nella messinscena.Dopo l’accesso, sorvegliato da due figuranti in soldatesche vesti, la rustica visione del presepe contadino: “Lu iazz”, con pecore e asinelli (tutti autentici, s’intende), la vecchina che fila la lana, l’osteria dove si mangiano vino e fagioli, le scuderie coi cavalli, i mestieri artigiani di una volta: lu f’rrer, lu cosapiatt, lu var’ler, perché non vadano perduti (infatti io non avevo idea di cosa facesse un “cosapiatt”).Più avanti, dopo la bottega del calzolaio, la grotta della Natività.Che l’intuizione si sia rivelata geniale è un dato certo. Penso innanzitutto al lato più tecnico di tutta la faccenda: che la manifestazione fosse in paese ha facilitato l’accesso e garantito la copiosa affluenza; di certo avranno apprezzato maggiormente la collocazione anche i figuranti, che hanno potuto stare al coperto e non alla mercè dei capricci climatici.L’atmosfera creata sembrava poi quasi più coinvolgente, come riscontrato dalle dichiarazioni dei visitatori.La Consolazione non è stata infine dimenticata.Perché nella cappella del Castello, in lizza nel concorso Natale in Casa Daunia, c’era il presepe realizzato artigianalmente per l’occasione, raffigurante in scala un graziosa miniatura del convento così come appariva nel Settecento, epoca in cui Sant’Alfonso vi abitò e scrisse “Tu Scendi dalle Stelle”.Insomma, l’esperimento è riuscito. Chissà che l’anno prossimo questa collaudata formula vincente non si ripeta.Intanto, se vi siete persi lo spettacolo o se volete rivivere la magia, vi aspettiamo numerosi per la nuova data dell’evento, il 6 gennaio, con lo scintillante arrivo dei Re magi, con cavalli bardati, zampognari, pastori e …tanta gastronomia. Inizio ore 17,00.Buone Feste. 

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