TESORI DA SALVARE

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Progetto di restauro del il prezioso organo settecentesco della chiesa di S. AntonioUn Comitato appositamente costituto si occuperà della raccolta fondi 

 

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Michele Roselli 

DELICETO – Sarà completato il restauro dell’organo a canne che si conserva nella chiesa di S. Antonio, giunto sino ai giorni nostri, in sostanza integro. Come risulta dal cartiglio dipinto alla base della sua cassa, fu costruito nel 1775 da Domenico Antonio Rossi, organaro napoletano che si vantava di aver fornito un suo strumento persino alla cappella reale di sua Maestà. L’organo, ad un manuale più pedale, quest’ultimo privo di canne proprie, si presenta del tutto conforme ai canoni della scuola napoletana, con un prospetto a tre campate di sette – cinque – sette canne, disposte a cuspide, ed è racchiuso in una cassa armonica finemente decorata, di delicato stile barocco, già restaurata alcuni anni fa dalla Soprintendenza ai beni Culturali della Regione Puglia. La Confraternita di S. Antonio, con l’intento di restituire la voce a questo straordinario e pregevole strumento e convinta del sostegno generoso di tutta la cittadinanza, ha nominato un Comitato composto dai sigg. Raffaele Ieffa, Antonio di Taranto (presidente), don Faustino Marseglia, Paolo Pacella, Carmine Gioia, Maria Campanella. L’obiettivo è quello di recuperare e valorizzare questo gioiello che può entrare a far parte, legittimamente, delle risorse artistiche e culturali del nostro territorio ma che rappresenta soprattutto una testimonianza di fede della nostra gente. “Lasciare nell’abbandono un tesoro come questo, il cui valore può essere paragonato a quello di uno Stradivari nel campo degli strumenti ad arco, sarebbe assolutamente incomprensibile e imperdonabile”, dice il d.s. Ieffa, promotore dell’iniziativa. Ecco perché si rende necessario uno sforzo comune della popolazione e degli Enti Istituzionali (il patrocinio del Comune di Deliceto è stato già assicurato), affinché finalmente l’organo settecentesco della chiesa di S. Antonio venga restituito al culto e alla cultura. Sarà, quindi, a breve, lanciata una sottoscrizione per la raccolta dei fondi necessari al restauro, il cui costo complessivo ammonta a circa 25.000 euro (I.V.A. inclusa); la somma verrà divisa in quote, dal valore di 25 euro cadauna. Tutti quelli che avranno dato la propria offerta, saranno iscritti (se lo vorranno) in un libro d’oro, che verrà esposto dapprima pubblicamente e poi nell’archivio della chiesa. Per il restauro è disponibile già un dettagliato progetto, descrittivo di tutte le fasi della lavorazione. Esso è stato elaborato dall’organaro Antonello Puglia, domiciliato in Chiavenna (SO) e prevede l’impiego di tecniche e materiali quanto più possibile conformi o simili a quelli originali. Molta parte del restauro avverrà in loco, i pochi interventi di laboratorio saranno effettuati ricreando le condizioni di microclima (temperatura, umidità) esistenti nell’ambiente di provenienza. I Delicetani che, in tempi passati e recenti, hanno dato prova tante volte della loro generosità, siamo certi, comprenderanno l’importanza di questa iniziativa e non faranno mancare il loro sostegno, permettendo di scrivere un’altra bellissima pagina della loro storia e della loro cultura. 

 

 

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Comunicato stampa del comitato 

Dopo lunghi decenni di silenzio, il prezioso organo settecentesco a canne conservato nella chiesa di S. Antonio, in Deliceto, sarà finalmente restituito al culto e alla cultura. Il progetto di restauro sarà presentato alla cittadinanza sabato 2 gennaio p.v., nella sala comunale di piazza Europa, dal priore della Confraternita A. Di Taranto.Si tratta di un organo positivo, costruito a Napoli nel 1775 da Domenico Antonio Rossi, organaro fra i più attivi del suo tempo, artista di talento che poteva menar vanto di essere stato fornitore della cappella regia.Acquisito il patrocinio del comune di Deliceto e della Curia metropolita di Foggia – Bovino, la Confraternita di S. Antonio, in vista della gravosa attività organizzativa e del reperimento dei fondi necessari per il restauro, ha nominato un apposito Comitato, nelle persone di: Raffaele Ieffa, promotore dell’ iniziativa; D. Faustino Marseglia, padre spirituale delle Confraternite di Deliceto; Paolo Pacella, presidente dell’Archeoclub “ G Bracca “; Carmine Gioia e Maria Campanella, membri del direttivo della Confraternita. Il Comitato è presieduto dal Priore Di Taranto che, interpellato, così si esprime «Non abbiamo alcun dubbio, siamo sicuri di raggiungere il nostro obbiettivo, siamo certi che i cittadini di Deliceto non faranno mancare la loro collaborazione».Organi di D. A. Rossi sono tuttora conservati  a Napoli nella Basilica di Capodimonte e nella chiesa di S. Gregorio Armeno, nella famosa via degli artigiani del presepe, a Procida, nell’ abbazia di S. Michele, a Fontanarosa (AV) nella chiesa dell’ Immacolata. La fama dell’organaro Rossi deve essere stata veramente notevole, travalicando i confini del Regno di Napoli, visto che almeno due suoi strumenti esistono anche nel nord dell’Italia, nella chiesa di S. Caterina a Leggiuno (VA) e nel Conservatorio di musica di Trento.

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