Medjugorje: la ricerca della “vera gioia” fa tappa qui
30 luglio/6 agosto – Festival dei giovani
Un gruppo di ragazzi di Deliceto, guidato da fratello Paolo della comunità “Oasi Mariana della Pace”, era lì
Teresa Bizzarro
DELICETO – Centinaia di bandiere sventolano nell’aria e si mescolano, spinte dal vento, in un’armonia di luci e di colori… così, migliaia di volti, sorridenti ed entusiasti, si mescolano fra canti, preghiere, inni e lingue differenti, eppure, sono voci che parlano di uno stesso amore, cuori inebriati dalla stessa forza: è la chiamata della Gospa (“Madonna” in croato) a volerci tutti lì. Medjugorje: un piccolo angolo di mondo; una piccola, povera e arida terra nel cuore della Bosnia Erzegovina; un luogo, che solo “ad un occhio umano” mostra i segni della sofferenza e della guerra, ma che ben presto lascia spazio ad uno sguardo inaspettatamente travolto dalla sua ricchezza. È entusiasmante percepire la gioia nei volti luminosi e distesi; è indescrivibile l’energia, la vitalità di popoli interi, l’entusiasmo e la fede di innumerevoli gruppi di giovani, giunti da ogni parte del mondo ed ora inginocchiati sulle dure e ispide pietre del monte Krizevac. Su quest’altura i 6 giovani veggenti ebbero le prime apparizioni (che continuano tuttoggi, seppur in diversi luoghi, dal 1981) ed è su questo monte che i devoti (giovani, anziani, malati, disabili) si recano in pellegrinaggio affrontando una scalata insidiosa e difficile, seguendo un sentiero tracciato da rocce, fra massi ed insenature levigate solo dal tempo e dall’incessante e ardua camminata. L’impatto con quella terra è disarmante e sconvolgente, perché il senso di Grazia di cui è intrisa ha una forza dirompente che non bussa al cuore, ma ne spalanca le porte e lo invade. Il clima di festa, di inni e lodi in onore della Madonna, regala un silenzio ed una pace interiore che sembrano quasi contrastare con l’immagine di una fiumana ardente di pellegrini. Nessuno spazio è lasciato alla tristezza, perché anche i cuori più trafitti e sconfitti si rigenerano di un barlume di speranza… perché la fede è speranza, la devozione è gioia, la preghiera è cura e mai come in questo luogo si concretizza la vera essenza e la veridicità di queste affermazioni. Medjugorje non basta raccontarla, è una realtà da vivere! Perché tocca ognuno in maniera differente, ma ugualmente profonda. È un’esperienza forte, ricca e rigenerante… con la differenza che, tornati a casa, non si guarda a quei giorni di Grazia con la malinconia di una vacanza finita, ma con la pienezza di una gioia acquisita. È il luogo dove la grandezza della Madonna si fa visibile al povero e piccolo occhio dell’uomo, sempre alla ricerca di segni tangibili e che forse, solo allora, scopre che il vero miracolo non è quello che gli altri vedono, ma ciò che ognuno sente nel cuore. Medjugorje è un punto di partenza, non di arrivo. È una nuova “chiave di lettura” che non cancella magicamente le brutture o le tristezze che abbiamo davanti ai nostri occhi, ma cancella miracolosamente la tristezza con cui prima guardavano gli occhi del cuore. È l’energia di cui ricaricarsi per tornare a vivere la propria quotidianità con uno spirito più pieno e felice… pieno, della vera Gioia!